Import in Italia dall’Extra UE: 10 passi per valutare il progetto e cominciare ad importare

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Dogana per l'import in italia come importare le merci

Questo articolo è destinato alle aziende interessate ad importare prodotti in Italia per il proprio business. Vi proporremo 10 passi da seguire, partendo dalla raccolta e analisi delle informazioni fino allo scarico dei prodotti importati presso il vostro magazzino. Speriamo che queste informazioni vi aiuteranno a iniziare ad importare senza rischi e con la massima marginalità per il vostro business.

Import in Italia in 10 passi.
Parte 1: ricerca del fornitore, analisi di fattibilità e marginalità del progetto d’import.

Realisticamente, per realizzare il primo step di analisi può bastare una settimana. Ma se non avete fretta, seguendo con calma i passaggi qui sotto otterrete tutte le informazioni necessarie in un mese.

Introduzione: Perché l’import? E perché valutare fornitori esteri alternativi se ne ho già uno “storico”?

Negli ultimi tempi abbiamo ricevuto molte richieste da parte di aziende italiane, sia produttrici che rivenditrici interessate ad importare dalla Russia materiali, componenti e parti per la produzione o prodotti finiti per la vendita.

È chiaro che se si tratta di importazioni dalla Cina, tutti gli interessati ormai sono già ben organizzati, ma… Quanto è competitiva la Cina oggi? I prezzi dei container sono pazzeschi, i ritardi nelle forniture per molti settori sono fuori scala, i controlli associati alle misure anti-covid in Cina sono lunghissimi e così via. Molti produttori si trovano ad affrontare una situazione difficile. La pandemia, oltre a tutti i problemi causati, ha fatto emergere molte domande e conclusioni, fra le quali la questione della dipendenza da un unico fornitore.

Per ridurre i rischi associati ai ritardi nelle consegne, avere una posizione di mercato più stabile, garantire una produzione costante e ridurre le variabili fuori dal vostro controllo nella vostra attività, una delle soluzioni è quella di diversificare il portafoglio dei vostri fornitori ed espandere la geografia delle importazioni.

Anche nel retail bisogna sentire il polso della situazione. Alcuni paesi si stanno sviluppando rapidamente e offrono nuovi prodotti che potrebbero essere di tendenza sul mercato internazionale. Tracciare le novità del settore a livello internazionale e introdurre un prodotto innovativo, all’inizio del suo ciclo di vita, nel vostro assortimento può portare margini elevati alla vostra azienda.

Tutti questi argomenti si scontrano con il timore di qualsiasi imprenditore che non abbia familiarità con il commercio internazionale e, nel nostro caso, con le importazioni. Come acquistare e portare in Italia merci da un paese al di fuori dell’UE evitando rischi?

In effetti la procedura è molto semplice. Si tratta di una sequenza di azioni, completando le quali potrete analizzare la fattibilità economica dell’importazione, trasportare e sdoganare il vostro prodotto in Italia.

Aprire una Partita IVA in Russia

Cominciamo. Ecco i primi tre passi per l’import dall’extra UE:

1. Ricerca di un potenziale fornitore, richiesta di un’offerta di prezzo.

Qui tutto è semplice: autonomamente o con l’aiuto di consulenti specializzati nel mercato (uno a caso: OBICONS!), redigiamo un elenco di potenziali fornitori. Questo, ovviamente, salvo non sappiate già da chi volete acquistare: spesso le aziende che pensano alle importazioni hanno già in mente un prodotto preciso.

1.1. Richiesta dell’offerta commerciale (listino prezzi all’ingrosso senza IVA per il cliente estero)
Cosa è importante in questa fase? Trovare contatti diretti con il produttore o, se questi non gestisce le vendite, con una società autorizzata a vendere i suoi prodotti. Spesso le grandi aziende produttrici delegano le vendite a una consociata, oppure hanno già una rete di distributori organizzata nel proprio paese e vi possono fornire i contatti di qualcuno di loro. In Russia, per esempio, le aziende che gestiscono le vendite del produttore possono essere chiamate “Torgovy Dom + nome del produttore”, ossia “Casa Venditrice del produttore”.
Perché è importante assicurarsi di lavorare direttamente con il produttore? Perché molti rivenditori adattano la loro attività e, a volte, il nome dell’azienda o il loro dominio e sito, al corporate del noto produttore con cui collaborano. Quindi, i ricercatori disattenti potrebbero scegliere un “clone” e ritrovarsi a collaborare con un intermediario, a prezzi maggiorati. Senza parlare delle garanzie e della sicurezza che un contratto diretto con il produttore vi può dare.

1.2. Richiesta condizioni di collaborazione.
Unitamente alla richiesta di preventivo, chiediamo al fornitore:
– Condizioni di base della cooperazione (pagamento, termini di consegna secondo Incoterms, tempi di produzione dell’ordine)
– Codici doganali dei prodotti (TARIC in Italia, HS CODES all’estero)
– Disponibilità di certificati UE o altri certificati

Dopo aver ricevuto dal fornitore tutte le informazioni, analizziamole. Se l’offerta di prezzo vi sembra potenzialmente interessante, proseguiamo al passaggio 2.

2. Studio della possibilità d’importazione dal paese del fornitore all’Italia. Costo trasporto e sdoganamento.

Per fare ciò, inoltriamo 2 richieste:
2.1. Una richiesta di preventivo a un’azienda di trasporti (meglio ancora a più di una, per paragonare i prezzi) per la consegna dal fornitore al vostro magazzino in Italia. È molto probabile che il vostro fornitore estero nella prima frase della trattativa vi offrirà i termini EXW, FCA, FOB, quindi con spese di trasporto a vostro carico.

2.2. Una richiesta alla dogana. Se non avete mai sdoganato, vi consigliamo di trovare un ufficio di spedizioniere doganale in zona, oppure potete inviare una domanda direttamente all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ecco il link): la risposta vi arriverà in un paio di settimane.

Nella richiesta scriviamo:
– Posso importare prodotti con questi codici dal paese X in Italia? (indicando la descrizione della merce e il relativo codice TARIC che il produttore vi comunicherà)
– Quali sono i dazi e gli altri pagamenti di oneri doganali necessari per lo sdoganamento?
– Quali documenti bisogna presentare allo sdoganamento, inclusi i documenti aggiuntivi come certificati, licenze, permessi, autorizzazioni (ad esempio per i settori agroalimentare, siderurgico, farmaceutico etc.)?
– Ci sono altri requisiti relativi all’importazione di tali prodotti in Italia?
In teoria, potete trovare tutte queste informazioni sul sito web della dogana (proprio qui) , ma se avete letto l’articolo fino a qui, molto probabilmente non avete ancora familiarità con le procedure doganali, quindi è meglio rivolgersi a degli esperti.

Finora ci siamo soffermati solo sugli aspetti riguardanti i documenti da presentare per la procedura doganale d’import. Ovviamente per vendere il prodotto o utilizzarlo nella produzione o costruzione, esso deve corrispondere alle normative Europee o nazionali di qualità: dovrete verificare anche questo.

Russia importa
certificati permessi per l'import in Italia
Dogana per l'import in italia come importare le merci

3. Raccogliamo e analizziamo le informazioni ricevute dal fornitore, dal vettore e dalla dogana, effettuando due operazioni:

3.1. Calcoliamo il costo delle merci in Italia, inclusi trasporto e dogana. Qui non approfondiremo nei dettagli il calcolo, ma in rete troverete tutte le informazioni. Una nota importante: se il trasporto è a vostro carico, il dazio e l’IVA non si calcolano solo guardando l’importo della fattura del fornitore.
3.2. Se sono richiesti permessi o certificati speciali, verifichiamo con il fornitore e le autorità competenti se possono essere forniti, richiedendo tempistiche e costi.

Al termine di questi 3 passi siamo sicuri che la merce può essere importata in Italia, sappiamo quali documenti sono necessari per lo sdoganamento, qual è il costo per la consegna e per gli oneri doganali, quindi possiamo concludere se, per la vostra attività, l’import di questo prodotto acquistandolo da questo fornitore è redditizio.

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Le conclusioni possono essere sostanzialmente quattro:

1. L’importazione da questo fornitore non è economicamente fattibile
2. L’importazione è impossibile per motivi geopolitici (embargo, sanzioni, quote etc.)
3. L’importazione è possibile, ma voi o il fornitore non avete l’opportunità e i mezzi per la certificazione e l’ottenimento dei documenti aggiuntivi necessari.
4. L’importazione è possibile e conveniente!

Proprio su quest’ultima conclusione ci soffermeremo nel prossimo articolo: fra esattamente una settimana vi parleremo, nello specifico, della procedura d’importazione.

Continuate a seguire il nostro blog!

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