Nel periodo gennaio–giugno 2026 il commercio estero della Russia è aumentato dell’11,4% su base annua, raggiungendo 365,6 miliardi di dollari.
Nello stesso periodo dello scorso anno, al contrario, il commercio estero aveva registrato una contrazione. Nel primo semestre 2026, invece, l’export russo è cresciuto dell’11,9% rispetto a gennaio–giugno 2025, raggiungendo 219,5 miliardi di dollari, mentre l’import è aumentato del 10,8%, fino a 146,1 miliardi di dollari.
Di conseguenza, il saldo commerciale positivo della Federazione Russa ha raggiunto 73,4 miliardi di dollari, rispetto ai 64,4 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente, con un incremento di quasi il 14%.
L’Asia rappresenta ormai quasi il 75% del commercio estero russo
Nel primo semestre 2026 l’Asia ha rappresentato il 74,9% dell’intero interscambio commerciale della Russia, rispetto al 72,2% dell’anno precedente. Il volume degli scambi con la macro-regione è aumentato del 15,5% su base annua.
L’export russo verso l’Asia è cresciuto del 17,2%, raggiungendo 174,9 miliardi di dollari, mentre l’import è aumentato del 12,6%, fino a 98,9 miliardi di dollari. I tassi di crescita delle esportazioni russe verso l’Asia hanno quindi superato quelli dell’export russo complessivo.
Riprende con forza il commercio tra Russia e Cina
Un contributo significativo a questa dinamica è arrivato dall’espansione del commercio bilaterale tra Russia e Cina. Nel periodo gennaio–giugno l’interscambio tra i due Paesi è tornato a crescere rapidamente dopo la contrazione registrata lo scorso anno.
Secondo le statistiche speculari della Cina, l’export cinese verso la Russia ha superato i 60 miliardi di dollari, mentre le importazioni di merci russe hanno raggiunto i 74 miliardi di dollari. Entrambi gli indicatori sono aumentati di oltre il 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Nel primo semestre la Cina ha inoltre aumentato le importazioni di petrolio russo e di gas naturale liquefatto (GNL). La crescita della domanda di risorse energetiche è stata determinata anche dalle interruzioni delle forniture provenienti dal Medio Oriente.
Parallelamente si è registrata una ripresa delle esportazioni di alcuni prodotti cinesi verso la Russia:
- le forniture di automobili sono aumentate di 2,5 volte
- le forniture di apparecchiature elettriche sono cresciute del 32%
- le esportazioni di prodotti dell’industria chimica sono aumentate del 26%.
Russia e India puntano a 100 miliardi di dollari di interscambio
Allo stesso tempo, la Federazione Russa punta ad ampliare il commercio anche con altri Paesi asiatici.
Una delle principali direttrici rimane l’India. L’Unione Economica Eurasiatica (UEE) e l’India stanno negoziando un accordo di libero scambio, mentre Mosca e Nuova Delhi puntano a portare l’interscambio bilaterale a 100 miliardi di dollari entro il 2030.
Attualmente il commercio tra Russia e India è pari a circa 60 miliardi di dollari.

Continua a diminuire la quota dell’Europa nel commercio estero russo
Contemporaneamente, la quota dell’Europa nel commercio estero russo ha continuato a diminuire nel primo semestre 2026.
È scesa al 17,8%, rispetto al 19,4% dell’anno precedente.
L’export verso i Paesi europei è diminuito del 5,6%, attestandosi a 28 miliardi di dollari, mentre l’import dall’Europa è aumentato dell’8,7%, raggiungendo 37,1 miliardi di dollari.
Il ruolo della Russia come fornitore di risorse energetiche all’Unione Europea continua a ridursi. Secondo i dati di Eurostat, nel primo trimestre la quota della Russia nelle importazioni europee di prodotti energetici è stata pari al 3,6% in valore, contro circa il 4,2% dell’anno precedente.
L’aumento delle importazioni dall’Europa può essere spiegato dall’incremento degli acquisti di prodotti farmaceutici dell’UE e dall’espansione delle forniture provenienti dalla Bielorussia, che nelle statistiche dell’FTS è inclusa nella categoria “Europa”.
Crescono le esportazioni russe di metalli, prodotti agricoli, petrolio e gas
Dalla ripartizione merceologica emerge che, nel periodo gennaio–giugno, le esportazioni russe di prodotti minerari, principalmente petrolio e gas, sono aumentate del 9,1%, raggiungendo 120,7 miliardi di dollari.
Le esportazioni di metalli e prodotti in metallo sono cresciute del 24,8%, fino a 40,1 miliardi di dollari.
Ancora più marcata la crescita delle esportazioni di prodotti alimentari e materie prime agricole, aumentate del 25,9%, fino a 22,4 miliardi di dollari.
Complessivamente, questi tre gruppi merceologici hanno generato quasi l’intero incremento dell’export russo.
La dinamica è stata sostenuta sia dall’aumento delle spedizioni fisiche verso i mercati asiatici sia dall’incremento dei prezzi di alcune materie prime, in particolare del petrolio.
Import della Russia 2026: crescono macchinari, prodotti chimici, tessili e calzature
- Dal lato delle importazioni, il principale contributo alla crescita è arrivato da macchinari, impianti e mezzi di trasporto. Le relative forniture sono aumentate del 12,4%, raggiungendo 70,9 miliardi di dollari.
- Le importazioni di prodotti chimici sono cresciute del 10,1%, fino a 29,4 miliardi di dollari.
- Le importazioni di tessili e calzature sono aumentate dell’11,8%, raggiungendo 9,8 miliardi di dollari.
- Le importazioni di prodotti alimentari sono invece aumentate del 5,8%, fino a 22 miliardi di dollari.
I dati del primo semestre 2026 confermano quindi un ulteriore aumento del peso dell’Asia nel commercio estero russo e, parallelamente, una progressiva riduzione della quota europea, mentre sia l’export sia l’import della Federazione Russa tornano a crescere a doppia cifra.

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