Investire in Russia: produzione di formaggi, allevamento di salmoni, mangimi per animali
Nei nostri articoli affrontiamo spesso il tema delle nicchie promettenti per investire in Russia, incluse quelle che non richiedono grandi capitali iniziali. La produzione locale rappresenta una risposta concreta alle limitazioni imposte dalle sanzioni e consente di accedere a un mercato interno di oltre 147 milioni di consumatori. Di seguito, alcune idee da considerare e il parere di esperti del settore.
Il settore dell’acquacoltura in Russia
Gli investimenti nell’acquacoltura dei pesci salmonidi in Russia restano tra i più attraenti dell’intero comparto agroindustriale secondo Vladimir Poklad, direttore del dipartimento di consulenza gestionale del gruppo “Delovoy Profil”:
“Entro il 2034 il volume dei consumi di pesce rosso da acquacoltura potrebbe raggiungere i 450 miliardi di rubli, quasi triplicando i livelli del 2024. La crescita sarà trainata dalla sostituzione dell’import, dalla modernizzazione tecnologica e dall’aumento della domanda interna“.
Nel 2021 il mercato russo del salmone era stimato in 155 miliardi di rubli (ca. 1,63 mld di €), mentre nel 2024 dovrebbe raggiungere i 197 miliardi. Secondo gli analisti il settore crescerà sia in volume che in valore, con una previsione di 450 miliardi di rubli entro il 2034 e un tasso medio annuo di crescita dell’11%.
La domanda è in forte espansione: le vendite di salmone fresco sono aumentate del 25–30% nel 2023 e nel canale HoReCa si registra un crescente interesse per i prodotti a base di pesce rosso
Allo stesso tempo il consumatore si orienta sempre più spesso verso la trota, a prezzo più accessibile, aprendo così nuove nicchie di mercato per i produttori.
La redditività del settore rimane elevata: secondo Rosstat, nel periodo gennaio–settembre 2023 la redditività media delle imprese di acquacoltura ha raggiunto il 77,9%, rendendo il comparto molto interessante per gli investimenti a lungo termine. Tra gli operatori principali si distinguono “Russkaya Akvakultura” e “Inarktika”, con margini netti del 50–55%.
Un progetto di allevamento in impianti a circuito idrico chiuso ha un tempo di ritorno stimato tra i 7 e gli 8 anni, con una redditività potenziale (EBITDA) del 45%, secondo gli analisti di Strategy Partners. Tuttavia la soglia d’ingresso è molto alta: ad esempio la costruzione di un impianto per la produzione di smolt (giovani salmonidi) richiede oltre 4 miliardi di rubli (ca. 42 mln di €), con un ritorno previsto tra i 7 e i 10 anni. A ciò si aggiungono criticità strutturali: dipendenza dalle importazioni di avannotti e vaccini, rischi biologici (malattie, predatori, condizioni climatiche) e difficoltà di accesso al credito, soprattutto per i piccoli produttori.
Mangimi per pesci: un settore su cui investire in Russia
Gli esperti suggeriscono di considerare anche settori correlati all’acquacoltura, come quello della trasformazione. Particolarmente promettente è il mercato dei mangimi per pesci: dal 2017 al 2023 la produzione di mangimi per acquacoltura in Russia è aumentata di 5,52 volte, con una forte accelerazione nel biennio 2022–2023. Entro il 2030 oltre il 90% dei mangimi sarà prodotto internamente, e il contesto attuale è considerato favorevole per investimenti nel settore.
Solo per i salmonidi, entro quattro anni saranno necessarie 250.000 tonnellate di mangimi all’anno. Il mercato globale dei mangimi per acquacoltura, che mostra un alto potenziale di crescita sia in volume che in valore, è stimato tra i 60 e i 70 miliardi di dollari. I mangimi per acquacoltura rappresentano circa il 4,2% della produzione mondiale di mangimi composti.

Investimenti nella produzione di formaggio in Russia
Secondo Artem Belov, presidente dell’associazione Soyuzmoloko, il settore dell’allevamento da latte rappresenta un ambito potenzialmente interessante per gli investimenti. Nonostante i lunghi tempi di rientro, il settore rimane attrattivo grazie alla possibilità di ricevere compensazioni parziali dei costi di costruzione e ammodernamento: fino al 30% per nuove aziende da almeno 1.000 capi, fino al 40% per le regioni con buona disponibilità di foraggi e fino al 50% per la modernizzazione degli impianti esistenti. A ciò si aggiunge l’accesso a finanziamenti agevolati, con tasso d’interesse all’8,3%.
Tuttavia la maggior parte degli esperti intervistati ritiene più promettente non la produzione di latte, bensì la sua trasformazione, in particolare la produzione di formaggi. Secondo una stima di Strategy Partners per Forbes, il consumo di formaggio in Russia è cresciuto del 9% annuo, passando da 905.000 tonnellate nel 2021 a 1,12 milioni di tonnellate nel 2024. Si prevede una crescita media del 5% annuo fino a raggiungere 1,24 milioni di tonnellate entro il 2026.
Nel 2024 la produzione russa di formaggi è aumentata in media del 6%, mentre il consumo è cresciuto del 7%
La domanda interna supera la capacità produttiva nazionale, mantenendo la quota di importazione sopra il 20% del consumo totale, il che apre ottime opportunità di sostituzione dell’importazione, specialmente nei segmenti di nicchia come i formaggi artigianali e funzionali.
In Russia è presente una carenza di formaggi nel segmento premium. C’è spazio per nuovi progetti, in particolare perché la quota di importazioni in questo segmento (provenienti da Italia, Francia e Svizzera) è ancora alta, nonostante l’embargo alimentare dell’UE. Prodotti come il Parmigiano sono ancora reperibili. Inoltre si registra una crescente preferenza dei consumatori per produttori locali, in linea con il trend del consumo di prodotti freschi e naturali.
Investire nella produzione di formaggi in Russia è possibile in vari formati: dai mini-caseifici artigianali a basso volume, fino a grandi stabilimenti con potenziale export
Il budget iniziale per un piccolo impianto parte da 500.000 rubli (ca. €5.000), con un tempo di ritorno di circa un anno. In media, per avviare una produzione su scala ridotta (qualche centinaio di forme al mese), l’investimento in impianti e attrezzature è di 100–150 milioni di rubli (1-1,5 mln di €).
Va considerato il lungo ciclo di maturazione del formaggio, che può variare da alcuni mesi a diversi anni. I progetti di maggiore scala, che richiedono investimenti miliardari, hanno tempi di rientro più lunghi ma consentono di accedere ai mercati esteri, come Cina e Paesi della CSI.
La redditività della produzione di formaggi in Russia varia in base alla scala e al tipo di prodotto. Secondo gli esperti può variare tra il 20% e il 31%, soprattutto per i formaggi artigianali e specializzati.
I principali rischi del settore includono:
- Aumento dei prezzi della materia prima (il latte ha registrato un +30% nel 2024)
- Stagionalità della produzione
- Difficoltà logistiche
- Barriere amministrative.
La redditività media (EBITDA) per un progetto standard si attesta tra il 15% e il 20%.
Gli esperti segnalano inoltre il potenziale di investimento nei settori correlati, in particolare nella produzione di prodotti a base di formaggio, molto richiesti nel commercio al dettaglio grazie al prezzo più contenuto.

Pet Food: il mercato dei mangimi per animali in Russia
Un altro segmento della trasformazione agroalimentare potenzialmente interessante per gli investitori è la produzione di mangimi per animali domestici.
Come osserva Vasily Kutin di Ingosstrakh Bank, in questo ambito esistono opportunità concrete di sostituzione dell’importazione.
“La posizione dei produttori nazionali di pet food è attualmente più vantaggiosa rispetto a quella dei concorrenti stranieri: l’indebolimento del rublo ha reso i prodotti importati più costosi e meno appetibili per i consumatori russi“, sottolinea Kutin.
Secondo i suoi calcoli, tra il 2019 e il 2023 la produzione di mangimi per animali in Russia è cresciuta del 38%, passando da 1,05 a 1,45 milioni di tonnellate. “Una caratteristica degli ultimi anni – aggiunge – è stata l’ingresso nel mercato del pet food da parte di aziende non specializzate, come allevamenti avicoli, stabilimenti di lavorazione della carne e impianti di produzione di conserve“.
Secondo Strategy Partners, la dipendenza dalle importazioni nel settore si è ridotta al 6,2% nel 2023.
Mikhail Abelev di Rikom-Trust conferma: “Negli ultimi anni le persone hanno iniziato a spendere di più per i propri animali domestici. I mangimi premium rappresentano oggi una quota compresa tra il 3% e il 4%, ma la domanda è in crescita“.
Attualmente il segmento premium del Pet Food è dominato dai marchi esteri, ma stanno emergendo nicchie per alternative locali
Comunque il ritmo del processo di sostituzione dell’import non è così rapido come si vorrebbe.
Secondo Abelev la concorrenza è possibile attraverso la localizzazione e il contenimento dei prezzi, ma la qualità delle materie prime resta un ostacolo: i produttori russi sono ancora in svantaggio da questo punto di vista.
Anche la produzione di mangimi veterinari in Russia è ancora poco sviluppata. Tra i principali ostacoli vi è proprio la carenza di materie prime di alta qualità.
Secondo le stime, l’investimento iniziale per avviare una piccola linea di produzione di mangimi si aggira tra i 30 e i 50 milioni di rubli (ca. 30-50.000 €), con un ritorno sull’investimento in 2–3 anni, a condizione di riuscire a individuare una propria nicchia di mercato.
La redditività media stimata è di circa il 20%, mentre secondo Strategy Partners la redditività tipica (EBITDA) di un progetto nel settore è intorno al 15%.
Per approfondire il mercato del Pet Care in Russia, vi invitiamo a consultare il nostro articolo dedicato:
Oggi in Russia è in corso un’attiva politica di sostituzione delle importazioni. Alcuni settori produttivi e nuovi progetti sono sostenuti dallo Stato attraverso misure di incentivazione.

Se siete interessati alla localizzazione della produzione agricola in Russia e desiderate un’analisi più approfondita del segmento di vostro interesse, i nostri esperti possono preparare per voi un report settoriale dedicato.
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