Economia russa 2026: le imprese europee riducono le aspettative di crescita

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AEB: cala l’ottimismo delle imprese europee sull’economia russa

AEB: cala l’ottimismo delle imprese europee sull’economia russa

Il sentiment delle imprese europee riguardo alle prospettive a breve termine dell’economia russa si è deteriorato. Tuttavia, oltre la metà delle aziende prevede un aumento del fatturato e della redditività. È inoltre cresciuta la quota di organizzazioni che dichiarano di aver subito un impatto significativo dalle sanzioni.

Solo il 17% delle aziende prevede una crescita dell’economia russa nel breve periodo

L’ottimismo delle imprese europee riguardo all’andamento dell’economia russa si è ridotto sensibilmente: solo il 17% delle aziende prevede una crescita economica della Russia nei prossimi uno-due anni, contro il 50% registrato nell’indagine dello scorso anno. Inoltre, il 39% degli intervistati prevede una contrazione dell’economia russa nel breve termine, rispetto al 22% rilevato nel 2025.

Chi ha partecipato all’indagine AEB 2026

L’AEB riunisce oltre 330 aziende provenienti dai Paesi membri dell’Unione Europea, dell’Associazione Europea di Libero Scambio (EFTA) e da altri Stati che operano sul mercato russo. L’indagine viene effettuata annualmente. Nel 2026 il sondaggio si è svolto tra marzo e maggio. Hanno partecipato, tramite interviste online, 119 top manager di aziende associate.

Prospettive dell’economia russa nei prossimi 3-10 anni

Le prospettive di medio termine risultano più favorevoli, pur mostrando un deterioramento rispetto all’anno precedente: il 49% dei partecipanti prevede una crescita dell’economia russa nei prossimi tre-cinque anni, contro il 65% registrato nel 2025. Al contrario, il 13% si attende un calo dell’attività economica, rispetto al 7% dell’anno scorso.
Le previsioni di lungo periodo sono rimaste sostanzialmente stabili: il 79% delle aziende ritiene che l’economia russa crescerà nell’arco dei prossimi sei-dieci anni, contro l’82% rilevato nel 2025.

L’indice del clima d’affari in Russia torna in area neutrale

L’Indice del Clima d’Affari elaborato dall’AEB si è attestato a 111 punti su un massimo di 200, passando dalla fascia positiva a quella neutrale.
Nel 2024 e nel 2025 l’indice era rimasto stabile a 127 punti. A titolo di confronto, i risultati migliori sono stati registrati nel 2012 (159 punti), nel 2011 (155 punti) e nel 2021 (145 punti).

Fatturato e utili: le aspettative delle imprese europee restano positive

Nonostante il peggioramento delle aspettative sull’andamento dell’economia russa nel breve periodo, le previsioni relative alla crescita del fatturato e della redditività aziendale nei prossimi tre anni sono rimaste sostanzialmente in linea con quelle del 2025.
Il 57% delle imprese prevede un aumento del fatturato, mentre il 40% si attende una crescita degli utili.
Tuttavia, è quasi raddoppiata la quota delle aziende che prevedono una riduzione del proprio fatturato nei prossimi tre anni.

Sanzioni contro la Russia: cresce il numero delle aziende colpite

La percentuale di imprese che dichiarano di aver subito un impatto significativo dalle sanzioni è aumentata rispetto allo scorso anno: il 55% delle aziende intervistate ha espresso tale valutazione, contro il 46% nel 2025.
Complessivamente, l’86% dei membri dell’AEB coinvolti nell’indagine ha affermato di aver risentito delle sanzioni in misura più o meno rilevante.

I principali ostacoli per le imprese europee in Russia

Tra i principali ostacoli all’attività d’impresa in Russia, i membri dell’associazione hanno indicato:

  • le restrizioni derivanti dalle sanzioni internazionali e dalle contromisure russe;
  • l’incertezza geopolitica;
  • i rischi reputazionali;
  • il rifiuto di partner stranieri di operare sul mercato russo;
  • le difficoltà nei pagamenti internazionali e nelle transazioni finanziarie.

Provenienza delle aziende partecipanti all’indagine AEB

L’AEB conduce questo tipo di indagini dal 2011. All’edizione 2026 hanno partecipato rappresentanti di aziende provenienti dalla Russia (20%), dalla Germania (18%), dalla Francia (10%), dagli Stati Uniti (9%), dall’Italia (8%), dai Paesi Bassi (6%), dalla Svizzera (4%), dal Regno Unito e dal Giappone (3% ciascuno), oltre che da altri Paesi. Molte delle aziende russe associate all’AEB presentano partecipazioni di capitale europeo, sono state fondate da cittadini europei oppure vantano una consolidata origine imprenditoriale europea.

I risultati dell’indagine AEB mostrano un netto peggioramento delle aspettative delle imprese europee sull’economia russa nel breve periodo. Tuttavia, le prospettive di medio e lungo termine rimangono relativamente positive e molte aziende continuano a prevedere una crescita del fatturato. Le sanzioni, le difficoltà nei pagamenti internazionali e l’incertezza geopolitica restano i principali fattori che influenzano il clima d’affari e le decisioni di investimento delle imprese europee in Russia.

Fonti: RBC, AEB

Solo il 17% delle aziende prevede una crescita dell’economia russa nel breve periodo

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