Dal 1° settembre i medici in Russia potranno prescrivere ai cittadini integratori alimentari, purché questi rispettino criteri di efficacia e sicurezza
Tali criteri saranno fissati in un decreto governativo, il cui progetto è stato predisposto dal Ministero della Salute della Federazione Russa. Un integratore (in russo: БАД — Биологически Aктивная Добавка) sarà considerato efficace se le sostanze in esso contenute sono incluse nelle raccomandazioni cliniche ufficiali. Sarà invece riconosciuto come sicuro se il produttore avrà condotto test capaci di confermare un impatto positivo sulla salute.
Ma gli esperti del settore sono scettici: i cittadini acquistano integratori alimentari in Russia soprattutto dopo aver visto pubblicità sui social network o sui marketplace. Di conseguenza, le nuove restrizioni per i medici non incideranno in maniera sostanziale sul mercato. Attualmente la vendita di integratori in Russia non è limitata: i cittadini possono acquistarli senza prescrizione e iniziare ad assumerli liberamente.
Il Ministero della Salute ha presentato un progetto di decreto governativo che stabilirà i requisiti per gli integratori alimentari in Russia
Il documento è stato sviluppato in attuazione di una legge federale già firmata dal presidente (ne abbiamo già parlato nel nostro articolo:
Gli integratori autorizzati saranno inseriti in un elenco specifico: per farne parte dovranno rispettare i criteri di sicurezza ed efficacia
Secondo il Ministero, un integratore sarà considerato efficace se una delle sue sostanze attive è inclusa nelle raccomandazioni cliniche ministeriali o in documenti ufficiali redatti da centri medici e associazioni professionali. Altro criterio di efficacia sarà la presenza di articoli scientifici che descrivono i componenti degli integratori e le loro interazioni con altre sostanze.
Saranno inoltre presi in considerazione studi propri dei produttori, capaci di confermare gli effetti positivi sulla salute. Quanto alla qualità, i criteri proposti comprendono la conformità ai requisiti di sicurezza (da certificare in laboratori russi) e la disponibilità da parte del produttore di un sistema di valutazione dei rischi.
Opinioni degli esperti sul mercato russo degli integratori e sulle novità normative
Secondo Nikolaj Bespalov, direttore dello sviluppo della società RNC Pharma, sulla base dei criteri proposti verrà probabilmente formato l’elenco degli integratori ammessi. Tuttavia, ciò non significa che tutti i prodotti conformi verranno inclusi automaticamente: molto probabilmente per i produttori sarà prevista una procedura separata.
«L’opportunità di investire tempo e risorse per entrare in questo elenco è relativamente bassa, anche per le grandi aziende — sottolinea l’esperto. — I medici consigliano comunque gli integratori, semplicemente non sotto forma di ricetta legalmente vincolante, bensì attraverso raccomandazioni orali o scritte».
Bespalov evidenzia inoltre che il principale canale di promozione degli integratori è rivolto direttamente al consumatore, non al medico: i prodotti sono liberamente pubblicizzati e spinti sui social media e nei punti vendita. «Gli operatori del mercato lo sanno benissimo. Quindi non ci si deve aspettare una valanga di richieste per far inserire i prodotti in questo elenco. Anche se per alcune categorie potrebbe avere senso: per esempio gli integratori per la fertilità maschile, che spesso vengono consigliati dai medici. Ma non è detto che tutti i produttori cerchino di sfruttare la possibilità di prescriverli tramite ricetta».
«Il mercato degli integratori in Russia è chiaramente sfuggito al controllo, ci sono dubbi sulla qualità di una parte della produzione ed è ormai evidente la necessità di una regolamentazione più stringente. Molti produttori presentano i loro medicinali come integratori. Questo consente di immettere rapidamente il prodotto sul mercato e avviarne la vendita, anche attraverso i marketplace», aggiunge Olga Shuppo, fondatrice e direttrice scientifica della rete di cliniche di immunoriabilitazione e medicina preventiva Grand Clinic.
Secondo l’esperta, i requisiti proposti dal Ministero sono piuttosto severi, in particolare l’obbligo di condurre studi clinici, che spesso risulta oneroso anche per le grandi aziende farmaceutiche.
Di conseguenza, osserva Shuppo, il mercato degli integratori sarà sottoposto a una regolamentazione più dura, la produzione diventerà molto più costosa e con ogni probabilità una parte dei produttori sarà costretta a uscirne.
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