Negli ultimi mesi la politica monetaria russa è stata al centro dell’attenzione di analisti e imprese estere
La Banca Centrale Russa, con l’obiettivo di raffreddare l’economia e contenere l’inflazione, ha avviato una politica di rialzo dei tassi d’interesse che a dicembre ha portato la chiave di riferimento fino al 21%: un livello record
Di conseguenza la seconda metà del 2024 è stata particolarmente complessa per il mercato russo. In parole semplici, in Russia il denaro ha cominciato a “costare troppo” e questo ha frenato gli investimenti. A ciò si è aggiunto il cambio rublo–euro, cresciuto verso la fine dell’anno, che ha reso ancora più difficile un periodo tradizionalmente favorevole, quando molte aziende allocano il budget residuo per gli acquisti.
Gli effetti del 2024: un anno sotto pressione
Le conseguenze di questa politica monetaria non si sono fatte attendere.
Abbiamo visto una contrazione della domanda interna e un calo significativo delle vendite. Persino i nostri clienti italiani più solidi e storicamente stabili sul mercato russo hanno registrato difficoltà.
Il rallentamento ha colpito quasi tutti i settori, come confermano anche le principali fonti economiche russe.
I primi segnali di miglioramento nel 2025
Lo scenario ha iniziato a cambiare nel 2025. Il 25 luglio la
Secondo la governatrice Elvira Nabiullina, un taglio più forte non era in discussione, ma il percorso di allentamento monetario appare ormai avviato. Gli economisti prevedono che entro fine anno il tasso possa scendere fino al 14–15%.
Perché questo riguarda le imprese italiane
Queste decisioni hanno già prodotto effetti concreti:
- l’inflazione in Russia, pur restando sopra il target del 4%, si è ridotta al 6–7%;
- il rublo ha mantenuto una relativa stabilità;
- la domanda di beni importati ha iniziato a risvegliarsi.
Abbiamo potuto constatare che, subito dopo i primi segnali di riduzione dei tassi, gli ordini verso le aziende italiane hanno ripreso a crescere.
Uno sguardo al futuro
Oltre alle tensioni geopolitiche, che restano un fattore di incertezza, anche le politiche monetarie interne dei mercati in cui operiamo hanno avuto un impatto rilevante.
La speranza è che nei prossimi mesi si possa assistere a una stabilizzazione: i segnali interni positivi già si vedono, resta da attendere un miglioramento anche sul fronte geopolitico.

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