Investire nell’agrobusiness in Russia: fiori e frutti di bosco

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Investire nell’agrobusiness in Russia: nicchie promettenti e budget necessario.
Frutti di bosco e fiori

Gli agricoltori in Russia lamentano spesso una redditività bassa, se non addirittura negativa. Tuttavia, secondo gli esperti intervistati da Forbes Russia, esistono alcuni segmenti dell’agricoltura che attraggono investitori grazie a buoni margini e tempi di ritorno relativamente rapidi.

Redditività dell’agrobusiness in Russia

Secondo le stime del Ministero dell’Agricoltura, la redditività media dell’agrobusiness in Russia nel 2024 è del 18%, ma secondo gli esperti consultati da Forbes esistono settori specifici in grado di offrire una redditività compresa tra il 20% e il 50%, con una soglia d’ingresso a partire da 500.000 rubli (ca. € 5.200).

“A prima vista – afferma Vasily Kutin, direttore dell’analisi di Ingosstrakh Bank – i comparti più attraenti dell’agroindustria per investimenti sembrano essere quelli dei prodotti di largo consumo: cereali, oleaginose, carne, pollame e simili. Tuttavia questi settori sono controllati da grandi agroholding. La produzione di prodotti agricoli più di nicchia, invece, risulta interessante e accessibile anche per produttori medi e piccoli“.

Su richiesta di Forbes, gli analisti di Strategy Partners hanno esaminato il settore agroalimentare, individuando le nicchie più attraenti per gli investitori privati: la coltivazione di frutti di bosco, fiori e pesci salmonidi, mentre nel campo della trasformazione dei prodotti agricoli si segnalano la produzione di formaggi e di mangimi per animali domestici (ne parleremo in un prossimo articolo).

La coltivazione di frutti di bosco in Russia può diventare un settore promettente per gli investimenti

Lo confermano gli esperti: oggi la tecnologia consente di coltivare frutti di bosco in Russia durante tutto l’anno, rendendo possibile una fornitura regolare al settore della ristorazione e alle catene alberghiere. Anche senza l’impiego delle serre più moderne, l’investimento iniziale non è trascurabile: si parla di alcune centinaia di migliaia di euro, con un ritorno sull’investimento previsto in 4-5 anni.

Più frequentemente, per la coltivazione dei frutti di bosco si usano tunnel protettivi: strutture più leggere ed economiche che proteggono le piante da precipitazioni e uccelli, innalzano leggermente la temperatura in primavera e la abbassano nei periodi caldi grazie alla ventilazione. Tali strutture risultano accessibili anche per le piccole aziende agricole, motivo per cui questo comparto viene considerato dagli esperti uno dei più promettenti.

I produttori di bacche in Russia devono comunque confrontarsi con la concorrenza delle importazioni

In particolare dai Paesi africani, e nella prima parte della primavera dai Paesi del Caucaso meridionale (Armenia, Azerbaigian e Georgia), dove il clima più caldo consente costi di produzione notevolmente inferiori. Le bacche russe possono essere più ecologiche e gustose, ma la differenza di prezzo — circa il 50% in più — spinge spesso i consumatori verso soluzioni più economiche.

Le piccole aziende agricole private in Russia utilizzano coperture leggere, spesso in plastica, e non sono soggette allo stesso carico fiscale delle persone giuridiche: per questo motivo, i grossisti acquistano frequentemente la loro produzione a prezzi molto bassi.

La domanda crescente di frutti di bosco freschi e surgelati rende l’investimento nell’agrobusiness in Russia un’idea da prendere in seria considerazione

Nel segmento premium si registra una crescente attenzione ai prodotti alimentari per il benessere, come smoothie, soluzioni per un’alimentazione sana e dessert salutistici. Le importazioni di bacche sono ancora elevate. Ad esempio, i mirtilli arrivano da Paesi come il Perù e il Cile, ma anche in questo caso è in atto un processo di sostituzione dell’import.

Secondo i dati sui progetti già annunciati, entro il 2026–2027 le imprese russe dovrebbero raggiungere una produzione interna di 3.000–4.000 tonnellate di mirtilli.

Per avviare un’attività di coltivazione di frutti di bosco i costi unitari si attestano tra 5,7 e 7 rubli per chilogrammo (ca. 0,07 €). La massima produttività dei cespugli di mirtilli si raggiunge al 5°–6° anno dopo la piantagione. Per un impianto di produzione di fragole l’investimento iniziale stimato è pari a 2,6 miliardi di rubli (ca. 27,4 mln di €), con un tempo di rientro di 5–6 anni e una redditività (EBITDA) del 35–40%.

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Il mercato dei fiori in Russia

Secondo gli esperti il mercato dei fiori in Russia è complesso. Ancora oggi oltre il 60% delle rose recise viene importato dall’estero. I segmenti in crescita più rapida sono quelli delle piantine, dei fiori in vaso e dei tulipani. Nel periodo dal 2021 al 2024 il mercato russo dei fiori recisi e in vaso è passato da 1.934 milioni a 2.226 milioni di pezzi, con un tasso di crescita medio annuo del 4,6%.

Allo stesso tempo la quota di importazione rimane molto alta: Kenya, Paesi Bassi ed Ecuador coprono quasi l’80% dell’offerta del mercato russo dei fiori. Il business dei fiori non è solo stagionale, ma anche ad alta marginalità, soprattutto durante l’inverno. Esistono regioni della Russia con un forte deficit di fiori, in particolare gli Urali, la Siberia e l’Estremo Oriente.

La coltivazione di rose, crisantemi e gerbere in Russia è un’attività costosa: richiede serre invernali moderne con sistemi di illuminazione supplementare

Un solo ettaro di questo tipo di serra può costare fino a 3,5 milioni di euro.
Nel caso della coltivazione di rose in serra su una superficie di 15,5 ettari, i costi di investimento iniziali si aggirano intorno a 4,6 miliardi di rubli (ca. 48,4 mln di €), con una redditività EBITDA stimata tra il 25% e il 45% (a seconda della tecnologia utilizzata) e un periodo di ROI di circa 8 anni.

La coltivazione dei tulipani è molto più semplice ed economica

Queste piante possono essere coltivate in vecchie serre non riscaldate e senza illuminazione supplementare, spesso riutilizzando impianti precedentemente dedicati alla coltivazione di pomodori o cetrioli. Il mercato russo dei tulipani è raddoppiato negli ultimi 10 anni e mostra un buon potenziale di ulteriore crescita.

Dal 2014 la Russia ha introdotto un embargo agroalimentare in risposta alle sanzioni dell’UE, vietando l’importazione di frutta e verdura fresca dai paesi europei. In questo contesto, avviare una produzione locale e investire nell’agrobusiness in Russia può rappresentare un’interessante alternativa per gli imprenditori esteri che intendono sviluppare il proprio business in Russia nonostante le restrizioni commerciali.

Fonte: Forbes

serra tulipani in Russia

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