In Russia le vendite dei liquori dolci, compreso il Limoncello, stanno crescendo
Il limoncello italiano è sempre stato un prodotto piuttosto di nicchia nel mercato russo e non ha mai goduto di grande popolarità. Lo afferma Andrey Moskovsky, segretario della gilda “Alcopro”. Ma negli ultimi tempi è diventato di moda il cocktail Limoncello Spritz (a base di liquore, vino spumante secco e acqua minerale frizzante), molto diffuso nei bar e ristoranti di tutta Europa, e che ora sta comparendo anche nei locali russi. Potrebbe diventare un’alternativa all’ormai classico Aperol Spritz, osserva Moskovsky. Proprio questo trend spinge l’aumento della richiesta del Limoncello in Russia.
Anche un rappresentante del
Vendite della categoria liquori in Russia
La categoria dei liquori sta vivendo una crescita dinamica in Russia: i consumatori amano le bevande dolci con sapori diversi.
I produttori locali aumentano la produzione e offrono prezzi più competitivi di prodotti importati, apprezzati dagli intenditori russi.
Nel 2023 le vendite di liquori sono aumentate del 15,7%, raggiungendo 24,8 milioni di litri.
I marchi di liquori più venduti in Russia:
- 1. Jägermeister (Germania) – 3,85 mln litri
- 2. Monte Choco – 3,35 mln litri (prodotto dalla russa Stellar Group)
- 3. Raffine – 1,13 mln litri (produttore: Stabilimento di distillazione di Tula 1911)
La tendenza continua anche nel 2025: secondo il gruppo analitico Nielsen, nel primo trimestre le vendite sono aumentate del 7,6% in volume e del 18,1% in valore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Per sapere di più sul mercato russo e sulle potenzialità del vostro prodotto
Produzione di Limoncello in Russia
Molti produttori russi hanno già iniziato a produrre limoncello: le versioni locali sono nettamente più economiche rispetto a quelle importate, vengono usate nei bar e sono già presenti nei punti vendita, aggiunge l’esperto.
Ad esempio il gruppo Eurasian Alcohol (EAG) prevede di iniziare la produzione di liquori.
Nel mese di aprile l’azienda ha registrato una dichiarazione di conformità per un limoncello a marchio Santo Stefano, come risulta dal sito dell’ente di accreditamento russo.
Il liquore avrà una gradazione alcolica del 26% e sarà prodotto in bottiglie di vetro da 0,25 a 1 litro. Il sito produttivo indicato è situato nella città di Ramenskoe, vicino a Mosca, dove l’azienda produce già altri articoli. Un rappresentante di EAG ha confermato i piani di produzione del limoncello, aggiungendo che i dettagli saranno comunicati nel mese di giugno.
EAG è nota principalmente per la produzione di bevande a basso costo a marchio Santo Stefano. Nel tempo, il marchio si è spostato tra varie categorie: verso la fine del 2023 è apparso tra le bevande a base di birra, ma si trova anche nei negozi online etichettato come sidro. Nonostante ciò, è venduto sugli stessi scaffali degli spumanti e confezionato in bottiglie simili.
Per i 12 mesi terminati a giugno 2024, Santo Stefano è diventato il brand di spumanti più venduto, secondo l’audit retail di Nielsen, superando marchi come Abrau-Durso, Martini, i brand privati delle catene retail, Chateau Tamagne e Lev Golitsyn. EAG produce anche vermouth Santo Stefano e sidro Chester’s.
Secondo gli esperti del settore se EAG riuscirà a promuovere con successo l’idea del cocktail a base di limoncello, magari usando anche il proprio vino frizzante, potrà ottenere una crescita delle vendite anche in questa categoria.
Un’opportunità strategica per i produttori italiani
La crescente popolarità del Limoncello in Russia, trainata dalla diffusione del cocktail Limoncello Spritz, apre uno spazio per i produttori italiani. Il mercato russo, da sempre attratto dai prodotti italiani di qualità, dimostra oggi un rinnovato interesse per le bevande dolci e aromatiche, specialmente se versatili e adatte alla mixology.
Per un’azienda italiana produttrice di limoncello, questo trend rappresenta:
- Un’opportunità per espandersi in un mercato in crescita, dove i consumatori cercano alternative locali ma apprezzano ancora l’autenticità e la reputazione del prodotto italiano.
- La possibilità di posizionarsi nella fascia premium, distinguendosi dai produttori russi per qualità, immagine e storia del marchio.
- Un’occasione per collaborare con importatori, distributori e canali HoReCa alla ricerca di prodotti ad alto potenziale per cocktail e consumo diretto.
Investire ora in una strategia commerciale mirata e in materiali promozionali localizzati può fare la differenza per entrare in un mercato che, a dispetto delle difficoltà geopolitiche, continua ad acquistare, bere e scoprire il Made in Italy.

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